Pesco


Specie: Prunus sp.(= Persica sp.) - Famiglia: Rosaceae

Origine

Il pesco è una pianta di origine cinese, dove è presente anche selvatica. Alessandro Magno lʼha introdotta nel mondo greco dalla Persia (da qui il nome di P. persica), e successivamente i romani, a partire dal 1° secolo, lʼhanno diffusa in tutta Europa. Al genere Prunus appartengono, oltre alle specie coltivate, diverse specie ornamentali.

Ciclo colturale

Il pesco è un albero da frutto di dimensioni medio-piccole, alto in genere 4-5 m, ma può raggiungere anche gli 8 m. Ha corteccia bruno-cenerina, rami radi, divaricati, dapprima verdi e poi rossastri e apparato radicale superficiale.

Le foglie sono lanceolate, strette, seghettate e con un corto picciolo. I fiori, ermafroditi, sono rosa, con cinque petali, riuniti in gruppi di 3 o 4. La fioritura, che precede la comparsa delle foglie, inizia a fine marzo. La maggior parte dei fiori è autofertile. 

Come coltivare

La messa a dimora si effettua in autunno con astoni di due anni su portainnesto, che vanno distanziati di 5-6 metri lʼuno dallʼaltro se sono innestati su piede franco o coltivati a vaso. Se allevati a palmetta la distanza può scendere anche a 3-4 metri. Attualmente il portainnesto più utilizzato è l'ibrido GF677 (pesco x mandorlo).

Le piante di pesco, a causa delle tossine che producono a livello radicale, non possono essere piantate per almeno 2 anni dove vi erano altri peschi. Il pesco è adatto ai climi miti e nel nostro paese si adatta bene. Sono piante che amano estati abbastanza calde ed inverni poco rigidi: per fiorire necessitano di un certo periodo con temperature inferiori a 7°C. In inverno il pesco resiste anche a temperature di –15°C. I freddi tardivi in prossimità della fioritura provocano gravi danni e il vento, prima della maturazione, causa un distacco anticipato dei frutti. Non ha particolari esigenze di terreno; ama quelli sciolti e profondi ma teme quelli umidi e pesanti. Innestato su mandorlo resiste ai terreni calcarei. Prima della raccolta, per un mese, un mese e mezzo, occorrono irrigazioni abbondanti ogni 10 giorni. Eʼ sempre consigliabile impiegare un impianto di irrigazione a goccia.

Ogni anno occorre concimare con Bayfolan Multi Orti & Giardini alla dose di 30 g/m² prima della fioritura, a inizio estate e a fine inverno. In primavera è consigliabile effettuare anche una concimazione azotata. Al momento dellʼimpianto si distribuisce Bayfolan Multi Orti & Giardini alla dose di 100 g per piante di 2 anni, mescolandolo con la terra di riempimento della buca.

Il pesco produce su rami misti di un anno, brindilli e mazzetti di maggio. La potatura ha lo scopo di regolare la produzione e migliorare la qualità dei frutti. In linea di massima va fatta energicamente diradando e sfoltendo e, per mantenere in equilibrio vegetazione e produzione, deve essere man mano maggiore col passare degli anni fino a eliminare anche il 50% dei rami a frutto quando la pianta è adulta. Bisogna sempre ricordare che il fiore e, quindi, il frutto si sviluppa soltanto su legno dellʼanno precedente e che i rami misti vanno diradati e quelli che hanno fruttificato vanno tolti.

La potatura verde va effettuata in aprile lasciando solo 1-2 germogli alla base dei rami fioriferi; in maggio si effettua il diradamento dei germogli dorsali; in giugno vengono cimati anche i germogli apicali, se vigorosi, e in estate, dopo la raccolta, si tolgono i rami che hanno fruttificato sopra i germogli basali. Per ottenere frutti belli e grossi è utile praticare il diradamento che va eseguito 4-6 settimane dopo la fioritura.

Propagazione

La riuscita di una coltivazione di pesco dipende dalla giusta scelta del portainnesto rispetto al tipo di terreno. Attualmente il più impiegato è un ibrido di pesco x mandorlo (GF677) che induce vigoria ma anche frutti più piccoli rispetto al “Franco Slavo” (P. silvestris), molto utilizzato in passato ma ora difficilmente reperibile. Sono disponibili anche piante su selezioni di franco “Montclar” indicate per terreni freschi. Altri portainnesti sono derivati da susino, ma sono  poco usati.

Lo sapevi? Curiosità sul Pesco

Il nocciolo di pesco contiene un solo seme, detto mandorla, con elevato contenuto di amigdalina, un glucoside  cianogenetico caratteristico di alcune drupacee. Il sapore è amaro ed è velenoso anche se mangiato in quantità modeste.

Avversità:

- Afidi
- Cocciniglie
- Cydia
- Anarsia
- Mosca della frutta
- Ricamatori
- Tripidi
- Acari
- Bolla
- Oidio
- Botrite
- Monilia

 

Guarda il video di Coltura & Cultura sulle pesche e su come proteggerle:

 

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