Orchidea


Famiglia: Orchidaceae - Genere: Phalaenopsis

Origine

La famiglia delle Orchidaceae è molto ampia, e numerosi sono i generi e le specie in essa compresi; Cattleya, Cymbidium, Dendrobium, Miltonia, Odontoglossum, Oncidium, Paphiopedilum, Phalaenopsis, Vanda, e tanti altri, tra cui alcune specie spontanee.

Le orchidee sono originarie degli ambienti tropicali e subtropicali di Asia e America latina, anche se diffuse in tutto il mondo.

Tra quelle coltivate, la più conosciuta e apprezzata come pianta d’appartamento è la Phalaenopsis, originaria del sud-est asiatico.

Caratteristiche

Come la maggior parte delle orchidee, Phalaenopsis è una pianta “epifita”, cioè dotata di radici aeree, che non si sviluppano quindi nel terreno, ma servono alla pianta per aggrapparsi ad un sostegno (in natura agli alberi) e assorbire vapore acqueo dall’ambiente. Per questo motivo viene coltivata su un particolare substrato costituito prevalentemente da cortecce (“bark”) e materiale grossolano e poroso.

Le foglie, lanceolate e carnose, lunghe 12-15 cm, sono disposte alternate e fitte sul breve fusto.

Gli steli fiorali spuntano alla base delle foglie e portano più fiori, disposti a grappolo. Ogni fiore, “simile a una farfalla” (da cui il nome Phalaenopsis), è composto da tre tepali superiori e tre inferiori, carnosi e colorati di bianco, rosa, viola o giallo, in diverse tonalità e screziature; quello più basso viene detto “labello” e avvolge gli organi riproduttivi della pianta. I fiori hanno una durata molto lunga, da 3 a 6 mesi.

La crescita della pianta è molto lenta, soprattutto in appartamento, e non raggiunge mai dimensioni superiori ai 30-40 cm.

Come coltivarle

Molto diffuse negli appartamenti, le orchidee sono piante che, se poste nelle condizioni a loro ideali, richiedono poche cure e danno molte soddisfazioni.

In casa, ponete la vostra Phalaenopsis in un ambiente luminoso, vicino a una finestra, ma mai sotto i raggi diretti del sole, e preferibilmente lontana da termosifoni e spifferi d’aria. Preferite un ambiente caldo (temperatura ottimale attorno i 20°C) e umido.

Le Phalaenopsis vanno bagnate con moderazione, immergendo la pianta in acqua e lasciando sgrondare quella in eccesso; i ristagni d’acqua nel vaso sono la causa principale di marciumi radicali e morte della pianta. Lasciate asciugare il substrato tra una bagnatura e la successiva. E’ anche possibile vaporizzare le radici ogni 2-3 giorni con acqua poco calcarea, in modo da inumidire il substrato.

Durante tutto il periodo vegetativo, da marzo a ottobre, è utile somministrare un fertilizzante liquido specifico per orchidee, secondo le dosi consigliate, per avere piante vigorose e sane.

Utilizzate un vaso di plastica trasparente poiché le radici aeree necessitano luce, e dotato di fori di drenaggio per evitare che si creino ristagni idrici. Le orchidee vanno rinvasate ogni due-tre anni, rinnovando il substrato sfaldato e deteriorato ed eliminando eventuali radici marce o secche.

Mantenete pulite le foglie con un panno morbido inumidito, così da allontanare la polvere accumulata.

Verificate periodicamente l’eventuale presenza di cocciniglie, insetti spesso bianchi e lanuginosi, che frequentemente attaccano queste piante. Rimuovetele manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto in acqua e alcol

Lo sapevi? Curiosità sulle orchidee

Nella simbologia dei fiori, l’orchidea, fiore elegante e perfetto, simboleggia sensualità e passione. Offerto come dono a una donna, l’orchidea vuole essere un messaggio di amore concesso o desiderato nella sua totalità.

Il mito greco di Orchis vuole che la prima orchidea sia nata dalle ceneri del bello e impudico Orchis, un giovane greco figlio di una ninfa e di un satiro, che durante un banchetto festoso in onore del dio Dioniso osò molestare una delle sue sacerdotesse. Per questo gesto offensivo e inaccettabile, le Moire lo punirono facendolo sbranare da belve feroci. Nel luogo in cui Orchis morì, a seguito delle preghiere del padre di riavere il figlio, gli dei fecero sorgere una pianta bella e armoniosa, che nei tubercoli radicali ricordava le sembianze delle parti anatomiche maschili del giovane (l’etimologia di entrambi i nomi è infatti la stessa: “όrchis”, testicolo).

Nell’antica Grecia, si faceva quindi riferimento ai poteri afrodisiaci di questo fiore.

Ai giorni nostri è rimasto un fiore sinonimo di bellezza, amore, sensualità e passione. Nel linguaggio attribuito ai fiori, rappresenta un ringraziamento all’amata per la sua concessione d’amore.

Soluzioni per il benessere della pianta