Limone


Genere: Citrus x sinensis - Famiglia: Rutaceae

Origine

La culla degli agrumi è lʼAsia e ci sono notizie scritte sugli agrumi che risalgono al 2200 a.C. La patria di tutti i Citrus è lʼIndia e lʼEstremo Oriente e il cedro, ben noto tra i Romani come "pomo di Persia", fu il primo a giungere in Europa per opera di Alessandro Magno. La prima descrizione del limone appare appunto in epoca romana in alcuni dipinti pompeiani. È documentato che i Romani conoscevano già nel I secolo pure il limone e l'arancio amaro. Un'altra descrizione del limone, introdotto dall'India due secoli prima, appare in scritti arabi del XII secolo. Le origini del nome derivano dal persiano لیمو (līmū). In Europa la prima coltivazione è in Sicilia, dopo il X secolo e più tardi a Genova (a metà del XV secolo. Compaiono nelle Azzorre nello stesso periodo, nel 1494.

Ciclo Colturale

La fioritura si ha da febbraio-marzo allʼestate, mentre la maturazione dei frutti va dallʼautunno alla primavera dellʼanno successivo. Gli agrumi sono piante coltivate appartenenti a diversi generi, di cui i principali sono Citrus, Fortunella e Poncirus. Ci soffermeremo solo al primo, il Citrus, cui appartengono, fra lʼaltro, arancio (C. sinensis), limone (C. limon), mandarino (C. reticulata), mandarancio (C. clementina), mandarino tangerine (C. tangerina) e pompelmo (C. paradisi). Sono piante sempreverdi. Limone e arancio possono raggiungere anche i 9 m di altezza. Le foglie sono lanceolate o ellittiche, intere, coriacee, articolate sul picciolo e persistono sulla pianta oltre 2 anni. Il loro colore varia dal verde scuro delle più vecchie al verde giallastro per quelle giovani. Le piante da seme e quelle selvatiche hanno grosse spine accanto alle foglie, mentre quelle coltivate di solito le perdono. I fiori, detti zagare, sono ermafroditi, hanno per lo più 5 petali, grandezza variabile da 1 a 5 cm di diametro e colore bianco. In alcune specie i boccioli sono variamente colorati. Cʼè una certa attitudine alla  rifiorenza.

Come coltivare

Eʼ consigliabile piantare in autunno piantine di 2-3 anni di innesto con il loro “pane” di terra. Le piante coltivate in vaso possono essere trapiantate anche in primavera, se si ha poi la possibilità di irrigare. Lo spazio richiesto da ogni pianta è di circa 15-25 m². Per gli agrumi il clima deve essere mite con temperature comprese tra i 13 e i 30°C. Non sopportano temperature che scendano sotto i 2-3 gradi se non per brevissimi periodi. Anche venti forti e persistenti provocano danni, soprattutto nelle zone costiere, come il disseccamento delle foglie e dei giovani germogli. Una curiosità sono i limoni del Lago di Garda che vivono ai quasi 46° di latitudine nord, alle pendici delle Alpi. Il terreno per gli agrumi deve essere sciolto o di medio impasto, profondo, ben drenato e dotato di sostanza organica. Non sopportano quelli troppo argillosi o calcarei. gli agrumi necessitano di irrigazione, in particolar modo nel periodo estivo, ma sono esigenti nei confronti della qualità dellʼacqua che non deve avere un elevato contenuto di boro, sodio, e soprattutto di cloro, elemento presente nelle acque potabili.

La concimazione è indispensabile; si effettua a fine inverno, alla ripresa vegetativa, impiegando Bayfolan® Multi Tappeti Erbosi oppure Bayfolan® Multi Orti e Giardini alla dose di 200-800 g per pianta, secondo lʼetà, fino a 4 anni. Dal 5° anno la dose è di 2-3 kg per pianta. In alternativa si può utilizzare Bayfolan® Pro Universale ogni 2-3 mesi. Al trapianto i medesimi prodotti si utilizzano alla dose di 100-150 g per buca. Per evitare lʼinsorgenza della clorosi ferrica, causa degli ingiallimenti fogliari nella fase di ripresa vegetativa o se il suolo è calcareo, si distribuisce a fine inverno Bolikel® microgranuli, prodotto a base di ferro chelato, alla dose di 70-100 g/pianta effettuando 2-4 trattamenti, uno ogni 10-15 giorni Gli agrumi producono sui rami misti di 1-2 anni, sui dardi e sui brindilli. La forma di allevamento più comune è quella naturale anche se è possibile la spalliera e la pergola; nei primi 4 anni gli interventi cesori devono essere limitati al minimo per ottenere una struttura della pianta equilibrata e armoniosa. La potatura di produzione si effettua dopo la raccolta e prima della fioritura tenendo conto che la fruttificazione avviene sui rami dellʼanno precedente. Bisogna limitarsi ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, quelli curvi verso il basso e i succhioni, che partono dalla parte basale delle branche più grosse; gli altri vanno solo spuntati. Su arancio la potatura può essere pluriennale mentre per mandarino e limone dovrebbe essere annuale, anche per evitare l’alternanza di produzione.

Varietà di Limone: il più comune è il “Femminello” di cui esistono numerosi cloni. Inizia a fiorire a marzo ed è rifiorente fino a settembre; la fruttificazione, abbondante, è scalare e praticamente i frutti sono presenti tutto lʼanno. Altra varietà è “Interdonato” con frutto grosso, poco succoso ma precoce.

Propagazione

Avviene in genere per talea, margotta o per innesto su altre rutacee I portinnesti più utilizzati in Italia sono lʼarancio amaro (C. aurantium), che permette di ottenere piante con vigore medio-alto, con buona resistenza al gelo ed è adatto per terreni sciolti, sabbioso-limosi e moderatamente argillosi e il limone volkameriano (C. volkameriana), per terreni sciolti o sabbiosi, che permette di ottenere grandi frutti in abbondanza ma di qualità modesta. Altri portainnesti sono il Citrange (C. sinensis xPorcirus trifoliata) che non da problemi di terreno, tollera moderate gelate e consente una produzione abbondante e di qualità

Lo sapevi? Curiosità sul Limone

Una semplice "spremuta" di acido citrico può rimettere a nuovo i convertitori catalitici dei gas di scarico delle auto diesel. I motori diesel, infatti, contengono una struttura di platino a nido d'ape che pulisce i gas di scarico, trasformando il monossido di carbonio e gli idrocarburi non bruciati in biossido di carbonio ed eliminando così le molecole che contribuiscono allo sviluppo dello smog. Tuttavia, il carburante contiene zolfo e l'olio antiusura fosforo, entrambi corrosivi per il platino. Da qui l'intuizione dei ricercatori madrileñi dell'Istituto di Catalisi e Petrolchimica, che hanno utilizzato una soluzione diluita di acido citrico per ripulire i catalizzatori, senza arrecare alcun danno al prezioso metallo. Come? Con una serie di esperimenti che simulano il flusso dei gas di scarico: l'acido ha rimosso, in sei ore di lavaggio a 80°C, il 90% dello zolfo e l'82% del fosforo da un catalizzazore utilizzato per 48.000 km.

 

Leggi gli articoli di approfondimento:

- Coltivare agrumi in casa

- Quale pianta da frutta scegliere?

- Scelta delle varietà

- Quando eseguire la potatura 

Problemi della pianta