Arancio


Genere: Citrus x sinensis – Famiglia: Rutaceae

Origine

Originario della Cina e del sud-est asiatico, questo tipico frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi. Tuttavia alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo: veniva coltivato in Sicilia e lo chiamavano melarancia. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si arenò. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi.

Da notare che a Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana è stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa. La leggenda non specifica se il santo avesse portato la pianta dal Portogallo o dalla Sicilia, dove essa era giunta al seguito della conquista arabo-berbera.

Ciclo colturale

La fioritura si ha da febbraio-marzo allʼestate, mentre la maturazione dei frutti va dallʼautunno alla primavera dellʼanno successivo. Gli agrumi sono piante coltivate appartenenti a diversi generi, di cui i principali sono Citrus, Fortunella e Poncirus. Ci soffermeremo solo al primo, il Citrus, cui appartengono, fra lʼaltro, arancio (C. sinensis), limone (C. limon), mandarino (C. reticulata), mandarancio (C. clementina), mandarino tangerine (C. tangerina) e pompelmo (C. paradisi). Sono piante sempreverdi.

Limone e arancio possono raggiungere anche i 9 m di altezza . Le foglie sono lanceolate o ellittiche, intere, coriacee, articolate sul picciolo e persistono sulla pianta oltre 2 anni. Il loro colore varia dal verde scuro delle più vecchie al verde giallastro per quelle giovani. Le piante da seme e quelle selvatiche hanno grosse spine accanto alle foglie, mentre quelle coltivate di solito le perdono. I fiori, detti zagare, sono ermafroditi, hanno per lo più 5 petali, grandezza variabile da 1 a 5 cm di diametro e colore bianco. In alcune specie i boccioli sono variamente colorati. Cʼè una certa attitudine alla rifiorenza.

Come coltivare

Eʼ consigliabile piantare in autunno piantine di 2-3 anni di innesto con il loro “pane” di terra. Le piante coltivate in vaso possono essere trapiantate anche in primavera, se si ha poi la possibilità di irrigare. Lo spazio richiesto da ogni pianta è di circa 15-25 m². Per gli agrumi il clima deve essere mite con temperature comprese tra i 13 e i 30°C. Non sopportano temperature che scendano sotto i 2-3°C se non per brevissimi periodi. Anche venti forti e persistenti provocano danni, soprattutto nelle zone costiere, come il disseccamento delle foglie e dei giovani germogli. Una curiosità sono i limoni del Lago di Garda che vivono ai quasi 46° di latitudine nord, alle pendici delle Alpi.

Il terreno per gli agrumi deve essere sciolto o di medio impasto, profondo, ben drenato e dotato di sostanza organica. Meglio evitare terreni troppo argillosi o calcarei.

Gli agrumi necessitano di irrigazione, in particolar modo nel periodo estivo, ma sono esigenti nei confronti della qualità dellʼacqua che non deve avere un elevato contenuto di boro, sodio, e soprattutto di cloro, elemento presente nelle acque potabili.

La concimazione è indispensabile: si effettua a fine inverno, alla ripresa vegetativa, impiegando Bayfolan Multi Orti e Giardini alla dose di 200-800 g per pianta, secondo lʼetà, fino a 4 anni. Dal 5° anno la dose è di 2-3 kg per pianta. In alternativa si può utilizzare Bayfolan Pro Universale ogni 2-3 mesi. Al trapianto i medesimi prodotti si utilizzano alla dose di 100-150 g per buca. Per evitare lʼinsorgenza della clorosi ferrica, causa degli ingiallimenti fogliari nella fase di ripresa vegetativa o se il suolo è calcareo, si distribuisce a fine inverno un prodotto a base di ferro (chelato o solfato), effettuando 2-4 trattamenti, uno ogni 10-15 giorni.

Gli agrumi producono sui rami misti di 1-2 anni, sui dardi e sui brindilli. La forma di allevamento più comune è quella naturale anche se è possibile la spalliera e la pergola; nei primi 4 anni gli interventi cesori devono essere limitati al minimo per ottenere una struttura della pianta equilibrata e armoniosa. La potatura di produzione si effettua dopo la raccolta e prima della fioritura tenendo conto che la fruttificazione avviene sui rami dellʼanno precedente. Bisogna limitarsi ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, quelli curvi verso il basso e i succhioni, che partono dalla parte basale delle branche più grosse; gli altri vanno solo spuntati. La potatura può essere pluriennale.

Varietà di Arancio: fra le precoci, tutte “bionde” con frutti di discreta qualità, ricordiamo la Navelina, la prima a maturare e la Washington Navel, caratterizzata da frutti grossi. Le arance “pigmentate” cominciano a maturare a metà dicembre e sono la Moro con frutto medio e polpa succosa di colore rosso scuro e il Tarocco con frutto grosso dal sapore molto gradevole, di cui esiste ormai un range ragguardevole di cultivar che maturano fino ai primi di giugno (cv. Messina NL C 2014). A marzo matura la bionda Ovale, una varietà con frutti grossi e succosi. Ad aprile abbiamo la Valencia Late che è anche l’ultima e ha polpa succosa e leggermente acidula.

Come proteggere

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Propagazione

Avviene in genere per talea, o per innesto su altre rutacee. I portinnesti più utilizzati in Italia sono lʼarancio amaro (C. aurantium), che permette di ottenere piante con vigore medio-alto, con buona resistenza al gelo ed è adatto per terreni sciolti, sabbioso-limosi e moderatamente argillosi e il limone volkameriano (C. volkameriana), per terreni sciolti o sabbiosi, che permette di ottenere grandi frutti in abbondanza ma di qualità modesta. Altri portainnesti sono il Citrange (C. sinensis x Porcirus trifoliata) che non da' problemi di terreno, tollera moderate gelate e consente una produzione abbondante e di qualità.

Lo sapevi? Curiosità sull’Arancio

Il succo delle arance è molto utile in cucina per sgrassare ed aromatizzare volatili, carne di maiale e pesci bianchi.
L'arancio dolce, inoltre, fornisce tre tipi di oli essenziali: uno ricavato dalla buccia, per spremitura a freddo e successiva centrifugazione; uno dai fiori, chiamato Neroli e uno dai rametti con foglie, detto Petit-grain.
L'olio per spremitura della varietà amara viene invece denominato “bigarade” e quello per distillazione dei fiori a sua volta viene detto Neroli bigarade. Viene usato anche per marmellate, gelatine, ed essenze da profumi.

Tangerine è l’ibrido fra mandarino e arancio, di aspetto molto bello, che si raccoglie in febbraio-marzo.

Guarda il video di Coltura & Coltura sulle arance: "L'unico tarocco originale italiano"

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