Albicocco


 Famiglia: Rosaceae - Specie: Prunus armeniaca

Origine

Lʼalbicocco è di origine asiatica e la sua presenza è nota da almeno 4000 anni. Fu introdotto dai romani intorno al 60 a. C. ma la sua diffusione e coltivazione in Europa è molto più recente.

Caratteristiche

albicocco è un albero di dimensioni medie, alto in coltivazione circa 4 m, ma libero può raggiungere anche i 12 m. Ha rami sottili e le foglie sono cuoriformi e lisce, con bordo seghettato; il picciolo è violaceo. I fiori  compaiono a fine febbraio-inizio marzo e sono singoli, di colore da bianco a rosato, con cinque petali; fioriscono normalmente riuniti in gruppi di 2 o 3. La maggior parte delle varietà sono autocompatibili e lʼimpollinazione è entomofila.

albicocco pianta

L'albicocco produce frutti carnosi, detti drupe, di forma ovoidale, solcati longitudinalmente, con la buccia vellutata di un colore che varia dal giallo chiaro all'arancio intenso, secondo le varietà. La polpa è tenera e succosa. I frutti maturano tra giugno e luglio e vanno raccolti maturi, quando il colore vira verso il rosso o l'arancio nella parte esposta al sole. I frutti freschi si conservano per pochi giorni; possono essere anche essiccati e surgelati per usarli, ad esempio, per fare torte. Con le albicocche si fanno anche marmellate e succhi. 

Varietà

La prima varietà a maturare, nella terza decade di maggio, è "Ninfa", pianta poco vigorosa ma espansa e produttiva. Il frutto è giallo chiaro sfumato di rosso e ha qualità gustative medie. A metà giugno è la volta di "Bella d'Imola", pianta vigorosa, assurgente e produttiva con frutti abbastanza grossi e con buone qualità gustative. "Portici", una varietà napoletana che matura a fine giugno, ha frutti medio grossi di buon sapore e molto aromatici; pianta con vigoria media, assurgente e molto produttiva. Ricordiamo ancora "Boreale", rustica, vigorosa, medio-precoce, produttiva, e "Bergeron", una cultivar francese di bell'aspetto, tardiva, con frutti dalla buccia chiara e polpa medio fine, poco soda.

albicocco cv Ninfa cv "Ninfa"

albicocco cv Bella d'Imola cv "Bella d'Imola"

albicocco cv Portici cv "Portici"

Come coltivare

Lʼalbicocco vuole un clima temperato-caldo e nel nostro paese si adatta bene ovunque ma predilige le zone più calde. Per fiorire necessita di un certo periodo con temperature inferiori a 7°C. Intensi freddi invernali possono causare danni mentre i freddi tardivi risultano dannosi sulla fioritura. Durante la fioritura il vento impedisce il volo dei pronubi e riduce lʼimpollinazione mentre in prossimità della maturazione determina un distacco anticipato dei frutti. Lʼalbicocco è sensibile alle brinate tardive.

La messa a dimora si effettua dallʼautunno fino a marzo con astoni di un anno di innesto che vanno distanziati di 3-4,5 metri lʼuno dallʼaltro, se sono coltivati a vaso o a forma libera, con le branche ad almeno un metro da terra. Se si allevano a palmetta la distanza può scendere a 3 metri.

Non ha particolari esigenze di terreno; preferisce quelli sciolti e profondi ma teme quelli umidi. Su terreni siccitosi e pietrosi meglio se innestato su franco.

L’irrigazione deve essere frequente e regolare. Prima della raccolta, per un mese, è bene ridurre le irrigazioni. Eʼ sempre bene impiegare un impianto di irrigazione a goccia.

Ogni anno è consigliabile concimare con Bayfolan Multi Orti & Giardini alla dose di 30 g/m² dopo  lʼallegagione e durante lʼaccrescimento dei frutti e di 50 g/m² a fine inverno; a fine estate inizio autunno è utile intervenire per mantenere la pianta al massimo dellʼefficienza produttiva. Al momento dellʼimpianto si distribuisce Bayfolan Multi Orti & Giardini alla dose di 50 g per piante di 1 anno, mescolandolo con la terra di riempimento della buca.

Potatura. Da giovane lʼalbicocco produce sui rami misti di un anno, da adulto sui mazzetti di maggio e sui brindilli. La potatura, dal 4° anno, si effettua sulle piante giovani e vigorose 3-4 settimane dopo la raccolta. A fine inverno si pratica su quelle vecchie e deboli con tagli atti a mantenere un giusto equilibrio tra vegetazione e produzione. In linea di massima va fatta energicamente diradando e sfoltendo e deve essere man mano maggiore con tagli di ritorno su rami di 2-3 anni al di sopra di un ramo misto di medio vigore. Vanno accorciate anche tutte le cime e i rami fruttiferi con troppe gemme.

Diradamento. Per ottenere frutti belli e grossi è utile praticare il diradamento alla fase dellʼindurimento del nocciolo, ripetendolo, se necessario. Col diradamento corretto, unitamente a una giusta potatura, si può evitare lʼalternanza di produzione.

Propagazione. Può avvenire per seme e per via clonale nel caso dei portainnesti, mentre le cultivar vengono innestate sul portainnesto prescelto. Lʼalbicocco viene innestato normalmente su mirabolano (Prunus cerasifera) con selezione 29C che ha unʼottima affinità e conferisce alla pianta vigore, rapido sviluppo, fruttificazione precoce e portamento espanso. Se innestato su pesco si ottiene precocità e grossezza dei frutti. Lʼalbicocco produce frutti carnosi, detti drupe, di forma ovoidale, solcati longitudinalmente,con la buccia vellutata di un colore che varia, dal giallo chiaro allʼarancio intenso, secondo le varietà. La polpa è tenera e succosa. I frutti maturano tra giugno e luglio.

albicocco

Proprietà delle albicocche

Lʼalbicocca è ricca delle vitamine B, C, PP e di carotenoidi, precursori della vitamina A, vitamina che protegge le superfici dell’organismo, interne ed esterne.

200 g di albicocche forniscono il fabbisogno giornaliero di vitamina A di un adulto. La sua carenza può portare ad alterazioni dellʼocchio e della vista con diminuzione del “visus” e può causare anche una facile rottura delle unghie, capelli fragili e opachi e caduta delle ciglia.

L'albicocca, ricca anche di fosforo, ferro, calcio, potassio e magnesio, è un alimento irrinunciabile per chi è anemico, spossato e depresso.

Il frutto fresco è astringente, essiccato è lassativo.

Curiosità

I romani chiamavano lʼalbicocco il “pesco dellʼArmenia” perché la ritenevano una pianta originaria di quelle terre.

Come proteggere

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Avversità

L'albicocco è soggetto all'attacco di insetti dannosi, malattie fungine e batteriche:

- Afide farinoso

- Afide nero

- Anarsia

- Batteriosi

- Cocciniglia

- Corineo, o Impallinatura delle drupacee

- Cydia molesta

- Malattie da conservazione

- Moniliosi

- Oidio

- Ragnetto rosso

- Ruggine

- Ricamatori

- Metcalfa pruinosa

 

Leggi gli articoli di approfondimento:

- Quale pianta da frutta scegliere?

- Scelta delle varietà

- Quando eseguire la potatura

Soluzioni per il benessere della pianta

Problemi della pianta